Radio International

RADIO INTERNATIONAL

Testi: Hamid Ziarati e Beppe Rosso

Regia: Beppe Rosso

Interpreti: Adriano Antonucci, Lorenzo Bartoli, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi

Interventi visivi e sonori: Lucio Diana e Massimiliano Bressan

Aiuto regia: Thea Della Valle

Segretaria di produzione: Sara Consoli


SINOSSI

Radio International è la storia di un’emittente radiofonica in crisi. Il soggetto mette in scena le vicende personali e le contraddizioni che si sviluppano nel team di cronisti anche in rapporto al peso e la funzione che l’informazione ha rispetto all’opinione pubblica. E parlando di cronaca la trama si intreccia ai temi cruciali che sta attraversando l’Europa: dalle migrazioni, al diffondersi dell’odio fino all’avanzare dei nazionalismi. Non è un’indagine ma un gioco d’attore dove i personaggi che si trovano coinvolti in situazioni paradossali.


PROVE AL TEMPO DELLA PANDEMIA

LA RISCOPERTA DEL TEMPO

Lettera di Beppe Rosso

Vi racconto di come lo stop imposto dal Corona virus per noi sia stato una riscoperta del tempo e di come a volte i limiti possano offrire opportunità creative inaspettate.

Le prove della nuova produzione “Radio International” erano iniziate nella prima settimana di marzo per poi debuttare a fine aprile. Incappati nel lockdown, ci siamo chiesti che si poteva fare per non perdere la buona energia che avevamo trovato nei primi e soli 4 giorni di prova in teatro, quale pratica adottare? Dopo un primo momento di smarrimento, abbiamo deciso di continuare le prove attraverso la piattaforma zoom. Così dal 13 Marzo fino al 9 Giugno, con qualche tempo in mezzo di sospensione, abbiamo lavorato. Tre mesi circa di prove! Era da molto che non avevamo a disposizione un tempo così lungo e tranquillo, e abbiamo riscoperto il valore del tempo.

Il progetto prevedeva di partire da alcuni testi appositamente scritti da Hamid Ziarati e da me e di individuare una struttura drammatica attraverso i testi e le improvvisazioni degli attori; una scrittura scenica insomma.

Con gli attori Lorenzo Bartoli, Francesco Gargiulo, Barbara Mazzi, Adriano Antonucci e gli interventi sonori e visivi di Lucio Diana e Massimilano Bressan ci siamo messi al lavoro provando quotidianamente, ognuno a casa propria, ma connessi in remoto sulla piattaforma zoom.

Fortunatamente l’allestimento è ambientato in uno studio radiofonico e quindi non così distante dalla piattaforma scelta. Poco alla volta abbiamo individuato un metodo, sempre più raffinato, che permettesse agli attori di improvvisare e man mano andare a costruire il testo e le situazioni.

Attenzione, non abbiamo provato pensando ad un ipotetico teatro ma utilizzando il mezzo in quanto tale. Certo zoom impone molte limitazioni ma abbiamo scoperto che offre anche delle possibilità: 1) il mezzo non permette sfumature e questo impone che ogni momento sia trasformato in azione (non azione fisica logicamente, intendo azione del testo), 2) per poter creare, attraverso zoom, è necessaria una concentrazione assoluta e questo genera tra gli attori una grande capacità di ascolto, 3) in ultimo, tutti sappiamo che il limite è fondamentale per creare e improvvisare, il limite dell’inquadratura in primo piano si è rivelato una possibilità creativa inaspettata.

Insomma siamo riusciti a costruire un terreno di gioco comune. Abbiamo individuato alcuni format e modalità che permettessero di improvvisare, ripetere ed arricchire il testo e le situazioni, un metodo insomma, funzionale in remoto.

Tutto questo può sembrare eccessivamente ottimistico, lo capisco, ma sta di fatto che nei tre mesi ci siamo appassionati e divertiti, ognuno nel proprio campo di azione e abbiamo prodotto così tanto materiale interessante che si è deciso di fare una produzione seriale: 7 puntate; che in una maratona l’8 e 9 giugno abbiamo aperto al pubblico, come prove aperte sulla piattaforma zoom. L’esperienza di confronto è stata molto stimolante e curiosa, tanto che alcuni tra gli spettatori si sono “affezionati” e ci hanno chiesto: perché non continuare e presentare l’allestimento in questa forma?

In realtà, per noi la piattaforma in remoto è stato un mezzo, inaspettatamente creativo, ma un mezzo, che ci è servito per poi presentare lo spettacolo dal vivo in Ottobre. Certo dovremo riscrivere alcune parti e sicuramente rimarranno tracce della dimensione di inquadratura in primo piano imposta da zoom. Ci sarà una contrazione testuale e le puntate dal vivo saranno 5. Sarà un esperimento per capire quanto il format della serialità possa essere adottato e seguito dallo spettatore in teatro.

Del plot narrativo, delle tematiche, delle situazioni e intrecci che si sviluppano nelle 5 puntate non vi dico nulla, perché renderebbe questo breve scritto troppo lungo e per non togliervi la curiosità di venire a vederlo dal vivo.

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Chiara Attorre – distribuzione@teatriindipendenti.org – tel. 0115217099