IL RIFUGIO

di Tim Whitnall

traduzione Laura Mollea

con Lorenzo Bartoli e Michele Sinisi 

Scene e immagini Lucio Diana e Eleonora Diana

Drammaturgia e regia Beppe Rosso

L’allestimento è stato rappresentato in forma di studio il 26, 27, 28 Novembre a San Pietro in Vincoli all’interno della Stagione Fertili Terreni Teatro


Il Testo

Il testo con titolo originale “The Sociable Plover” è stato scritto da Tim Whitnall nel 2005 e presentato al Festival di Edimburgo nel 2009 dove ha vinto il premio “The Scotsman Fringe First Award” per l’innovazione ed originalità della scrittura e poi vincitore del “Best Fringe Play 2010” di Adelaide. In seguito, il testo è stato trasformato in film da M. Losey, con il titolo “The Hide”, distribuito in vari paesi europei (non in Italia), selezionato e presentato in numerosi festival internazionali tra cui il Torino FilmFest nel 2013. Per il Film Tim Whitnall ha ricevuto la nomination per la miglior sceneggiatura per lungometraggio al Guild of Great Britain Awards del 2010.

Racconta la storia di due uomini che si incontrano in un capanno di birdwatching, un isolato rifugio in una landa desolata e paludosa. Uno, accanito ornitologo che vuole completare finalmente la sua maniacale catalogazione di uccelli, l’altro un uomo, visibilmente sconvolto e dall’aria minacciosa, forse uno straniero. Il primo perfettamente curato nel vestire e nel linguaggio arriva al suo rifugio remoto con l’intento di avvistare e fotografare il “Sociable Plover” (Pavoncella gentile) una specie rara e unica che, deviata dalle avverse condizioni atmosferiche, dovrebbe trovarsi in quella palude e permettergli di essere annoverato nel gota degli ornitologi; si scoprirà che non solo questo farà grande la sua giornata e che il suo piano è di ben altra natura, ma proprio l’apparizione della pavoncella sarà fatale. I suoi progetti sono ostacolati dall’irruzione, quasi un’invasione del suo territorio, del secondo personaggio, un uomo trasandato, misterioso, in fuga con in tasca una pistola; sicuramente di diversa estrazione sociale e con un linguaggio scarno elementare al limite del comprensibile. Due mondi diversi che si incontrano ma nessuno dei due è veramente ciò che sembra. Entrambi fanno palpabili sforzi per trovare elementi di comunanza e il testo che si avvia come una commedia piena di ironia man mano si trasforma in un thriller dalle conseguenze inspettate.

Una serrata e claustrofobica vicenda, in cui i due protagonisti si sfidano in un sottile gioco al massacro dove l’equilibrio psichico di ciascuno dei due è messo a dura prova nel momento in cui riaffiorano i fantasmi del passato. Lo humor e l’astuzia sembrano gli unici strumenti per “sconfiggere” la violenza. Non tutto, però, è come sembra. Ognuno ha qualcosa da nascondere e sullo sfondo si muovono drammi irrisolti: un femminicidio, la morte di un fratello, un progetto di attentato; che immancabilmente entrano in azione nel dramma.

Al gioco ambiguo dei due si contrappone il volo degli uccelli all’esterno, liberi di volare nella gelida brughier. Dopotutto, la condizione umana e quella animale hanno più di un punto di contatto, soprattutto quando si innesca una spietata lotta alla sopravvivenza. Con una tensione sotterranea costante, Il Rifugio solleva interessanti interrogativi, contrapponendo la condizione umana a quella animale, i cui inaspettati punti di contatto coincidono con fatali presagi di morte.

La materia narrativa si muove attraverso continui svelamenti, colpi di scena e ribaltamento dei ruoli spiazzanti per lo spettatore, costretto a capovolgere più volte punti di vista che ormai sembravano consolidati.

Estratti dalla critica inglese

“Un teatro da camera con un’ambientazione minimale e un testo di grande efficacia”…. “l’eccellente interpretazione dei due attori, Campbell/Dave conciso e combattuto, Macqueen/Tunt pignolo e pedante”. (The Independent, Anthony Quinn)

“Un dramma avvolgente con due soli personaggi e un’unica ambientazione che emana senso di minaccia e conduce verso una convincente conclusione macabra” (The Scotsman, Alistair Harkness)

“I dialoghi hanno la tensione e il ritmo tipici del teatro sperimentale. Un duello crudo e coinvolgente che ricorda Gli Insospettabili di Anthony Shaffer e Nodo alla gola di Alfred Hirchcock” (The Times, James Christopher)

Il critico Philip French di The Observer ha individuato elementi che sembrano ispirarsi a Harold Pinter.

David Jenkins di Time Out ha messo a confronto il film con l’opera di Samuel Beckett. “Questo bizzarro bipenne ha un vero fascino … c’è tanto umorismo quanto pathos nella sceneggiatura scritta da Tim Whitnall.”

Anche Allan Hunter del Daily Express ha fatto alcuni accostamenti con Beckett e l’ha ha definito “volubile, minimalista, controllato”.

 

La messa in scena

Il testo di Tim Whitnall è una commedia nera bilanciata, tesa che mantiene lo spettatore incollato alla sedia fino alla fine. Un esilarante gioco di maniera che ad un certo punto si trasforma in un thriller buio e teso”.

Un testo di “situazione” scritto nella più pura tradizione inglese della commedia, non per niente la critica si spinge a paragoni con Harold Pinter o Samuel Beckett, che offre la possibilità ad un gioco d’attore estremo in cui toccare note ironiche e drammatiche quasi contemporaneamente. E’ un gioco sulla profondità umana nella ricerca di una condivisione, continuamente spezzata dalla diffidenza e dalla paura del diverso. Pregiudizi, false apparenze, disagio esistenziale, frustrazioni sentimentali e dolorosi traumi da superare, sono le coordinate essenziali su cui si snoda l’intero testo, obbligando il pubblico a scegliere continuamente con chi stare. Una rappresentazione raffinata della complessità del mondo attuale. L’ambiguità domina su tutto e la battuta “Il falco piomba sul coniglio, e il coniglio reagisce” sembra sintetizzare il contesto in cui si muove il testo, ma individuare di volta in volta chi è il falco e chi il coniglio è cosa più difficile.

Il capanno “rifugio” sarà costruito ed evocato in modo essenziale e con elementi materici: legno, pali, tubi di ferro e metterà il pubblico nella posizione di osservatore e di osservato, dato che il punto di osservazione degli uccelli si affaccerà sul pubblico.

La fortuna di avere a disposizione il testo teatrale e la versione cinematografica con una fotografia straordinaria permetterà di usare inserti degli esterni e degli uccelli che circondano il capanno dando luogo ad un ambiente multimediale in cui si muovono i due attori.

 


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