Trilogia LA CITTA' FRAGILE
Anni fa abbiamo intrapreso un viaggio all’interno della città e abbiamo scoperto un’altra città, che vive parallela. Una città fragile con una propria economia che molte volte per sopravvivere usa la strada come palcoscenico e indossa i costumi che i nostri occhi vogliono vedere: zingari felici che suonano nei bar, prostitute che ammiccano vogliose dalla strada, barboni che chiedono con toni santi di pietà, ognuno a suo modo recita la sua parte nascondendo il dramma che l’ha portato su quel palcoscenico. Con i testi della Trilogia abbiamo cercato di rompere quello specchio per svelare l’umanità e i drammi che stanno dietro a quelle finzioni e costruire un teatro della simultaneità, dove il rito teatrale si celebra contemporaneamente al dramma che accade altrove. Per aprire un dialogo tra realtà e finzione, e costringe lo spettatore al confronto diretto tra la finzione del racconto nutrito di realtà e la realtà stessa che si nutre di finzione.
Un teatro insomma capace di digerire il mondo: anche se è pesante e la digestione a volte difficile certo però non priva di stupore ed emozione. Una digestione necessaria se vogliamo che l’arte abiti il presente e il presente continui ad abitare l’arte, dove i libri non dovrebbero cibarsi soltanto di libri e gli spettacoli di spettacoli.
Beppe Rosso



