CHIAMAMI

CHIAMAMI


CHIAMAMI

Dal testo La Voce Umana di Jean Cocteau
Performance di e con Annamaria Troisi
produzione ACTI Teatri Indipendenti/AMA Factory


IL PROGETTO

CHIAMAMI è una performance interattiva. Un’attrice, sola con un telefono, all’interno della vetrina di una libreria, scrive sul vetro ‘CHIAMAMI’ e numero di telefono con un rossetto e rimane in attesa di una chiamata.
Quando qualcuno tra i passanti, o frequentatori della libreria, le telefonerà, comincerà il dialogo con l’attrice che, a partire dal testo – La Voce Umana di Jean Cocteau – dà vita a un’improvvisazione interattiva con lo spettatore, rendendo ogni telefonata diversa dalle altre.

La voce dell’attrice potrà essere ascoltata solo dalla persona al telefono ma il pubblico dei passanti, anche se non sente le parole della performer, viene attirato da quanto sta succedendo dentro e fuori dalla libreria e, coinvolto su un piano emotivo, partecipa al gioco a due che si crea tra le persone al telefono.

Come già sperimentato, la storia tragica e telefonica di un amore che sta per finire, del testo di Cocteau, coinvolge lo spettatore che diventa elemento attivo e parte in causa sollecitato emotivamente.

Visto il forte impatto che la performance crea sul pubblico e vista l’importanza che assume il luogo, dal momento che il pubblico coinvolto è strettamente correlato al contesto in cui si svolge l’azione, si intende realizzare la performance in diverse librerie di Torino, ritenendo che la libreria sia il luogo più adatto per questo tipo di azione artistica, per diversi motivi:

  • Specificità del luogo. La libreria – luogo di cultura, nel senso più ampio e profondo del termine, ovvero luogo di diffusione e scoperte letterarie ma anche di incontro, discussione, di rapporto con il territorio.
  • Valore letterario della performance. Il testo di Cocteau risale al 1930 ma è immediato e profondamente contemporaneo, permettendo l’immedesimazione, da parte del pubblico, in quelle parole che raccontano con spiazzante semplicità e sincerità la storia di un amore finito.
  • Rapporto privilegiato col pubblico, che si sviluppa su due livelli: lo spettatore al telefono, che interagisce con il testo diventando protagonista della performance, e il pubblico dei passanti, che assiste, spia e con gli sguardi e la propria presenza è al tempo stesso spettatore e parte attiva di quanto accade. Il pubblico è attirato prima di tutto dal fatto che stia accadendo qualcosa dentro la libreria, con la particolarità che non si tratta di un evento interno (presentazione di libri, incontri tematici, letture) ma che è un’azione rivolta verso l’esterno, che coinvolge anche i passanti non abituati a entrare in libreria.
  • Valorizzazione dei circuiti culturali e dei luoghi della cultura cittadina, attraverso la commistione di letteratura, arte, teatro.

La durata complessiva della performance è adattabile e ogni telefonata dura dai 5 ai 10 minuti.

La performance è stata realizzata per la prima volta nella libreria Ca’ Libro di Torino il 15 maggio ’21 per una durata complessiva di due ore e mezza e nel negozio di Stampe e Serigrafie Sciglio di Salerno nel mese di Settembre ’21.

Annamaria Troisi

Nel 2012 si diploma alla Scuola del Teatro Stabile di Torino allora diretta da Valter Malosti con il quale inizia una lunga collaborazione prima nel “Girotondo” di Schnitzler e poi in due drammi Shakespeariani “Sogno di una notte di mezza estate” e “Amleto”. Due anni dopo sarà invece Rosalinda nel “Come vi piace”. Nel 2012 viene scelta dal regista Andrea de Rosa nel suo “Studio sul Simposio” di Platone prodotto da Ert-Emila Romagna e nel 2015 entra nel cast del “Falstaff” accanto a Giuseppe Battiston. Nel 2016 cura la regia di un monologo “Anna Cappelli” di cui è interprete e nel 2019 è coprotagonista di uno spettacolo per bambini “Oltre le favole” di cui è autrice. Nel 2018 torna a collaborare con il Teatro Stabile di Torino partecipando alle due produzioni “Sogno di una notte di mezza estate” e “Romeo e Giulietta”. Nel 2020 la rivedremo in “Scene di violenza coniugale” per la regia di Elena Serra e con ACTI-Teatri Indipendenti in “Non mi pento di niente” con la regia di Beppe Rosso. Nel 2021 debutta al festival Inequilibrio con “Le lacrime amare di Petra Von Kant” per la regia di Maurizio Lupinelli.