Due quarantenni, realizzati a metà, cercano di completarsi in una storia d’amore nata per caso, che ha i crismi di una passione fatale, con enfasi, separazioni, giuramenti e maledizioni. Non c’è un terzo a mettere in crisi il ménage, non è un triangolo come nel teatro ottocentesco, non ci sono amanti o pretendenti, nessuna minaccia dall’esterno, nessun impedimento, eppure, tra Jack e Jill c’è una paradossale irresolutezza alle prese con i ruoli di uomo donna non più definibili, instabili, ambivalenti. Sono esasperati, nel loro tentativo di felicità: cercano inutilmente di sviscerare i problemi, tra slanci romantici e momenti di egoismo, divisi tra il bisogno di sicurezza e le ambizioni di carriera e libertà.
JACK E JILL - La commedia dell'amore
di Jane Martin
traduzione Filippo Taricco
regia Beppe Rosso
con Sara Bertelà e Jurij Ferrini
servi di scena Sara Brigatti e Francesco Mina
scenografia Paolo Baroni luci Cristian Zucaro
costumi Monica Di Pasqua musiche Fabio Viana
una produzione ACTI Teatri Indipendenti - Fondazione Teatro Stabile di Torino - Asti Teatro 30 - Residenza Multidisciplinare di Rivoli
Dopo il successo riportato con l'allestimento di Keely and Du di Jane Martin, Beppe Rosso mette in scena un'altra pièce della drammaturga americana: La Commedia dell'Amore-Jack e Jill scritta nel 1998. Keely and Du portava l’attenzione su un tema capitale quale quello dei diritti delle donne, qui invece il registro è quella della commedia sofisticata.
Due attori d’eccezione: Jurij Ferrini e Sara Bertelà interpretano Jack e Jill (che indicano in una antica filastrocca inglese la coppia per eccellenza) incarnando una dinamica che nella Hollywood classica è stata di coppie celebri. Due quarantenni, realizzati a metà, cercano di completarsi in una storia d’amore, nata per caso, che ha i crismi di una passione fatale, con enfasi, separazioni, giuramenti e maledizioni. Non c’è un terzo a mettere in crisi il ménage, non è un triangolo come nel teatro ottocentesco, non ci sono amanti o pretendenti, nessuna minaccia dall’esterno, nessun impedimento, eppure, tra Jack e Jill, c’è una paradossale irresolutezza alle prese con i ruoli di uomo donna non più definibili, instabili, ambivalenti. Sono esasperati, nel loro tentativo di felicità: cercano inutilmente di sviscerare i problemi, tra slanci romantici e momenti di egoismo, divisi tra il bisogno di sicurezza e le ambizioni di carriera e libertà.
La felicità, nell’occidente consumistico, è un sogno e l’incontro parte dalla lettura casuale e comune di un libro, come se fosse una paradossale versione della storia di Paolo e Francesca, per approdare a un itinerario pieno di sorprese. Capitolo più leggero della trilogia composta da Keely and Du e da Flags, il testo di Jane Martin indaga senza esclusione di colpi su un meccanismo sempre dato per scontato e che in realtà è sempre da reinventare. Le risate sono tante, talvolta dolci, ma spesso amare, sferzanti, i fendenti sono menati sia al mondo maschile, che a quello femminile, in una sequenza di rivelazioni per via comica, che dichiarano come le promesse dell’inizio fossero evidentemente infondate. Eppure il riso diventa infine anche elemento di liberazione, dato che tutti in qualche modo viviamo o abbiamo vissuto analoghi momenti di vuoto e di tragedia che visti a distanza risultano addirittura ridicoli, farseschi. Una scrittura che per certi versi richiama il fraseggio e le situazioni della migliore commedia americana, dove Harry ti presento Sally incontra un sofisticato sguardo sociologico, alla Susan Sontag, per raccontare di comportamenti quotidiani, esaminati sotto la lente spietata di un microscopio. Inoltre i due personaggi a volte, attraverso brevi monologhi, si confessano, interpellano direttamente il pubblico sulle assurdità che attraversano la condizione della coppia attualmente
I tagli, la velocità delle battute, le scene che entrano una nell’altra senza soluzione di continuità: la storia d’amore si snoda fino al divorzio sotto gli occhi dello spettatore seguendo un montaggio dove ogni buio indica anche un cambio di emozione, una diversa sensazione, fino a che, dopo che la storia è finita e ripresa varie volte, sembra balenare un possibile finale meno drammatico, una composizione dei conflitti. La scenografia gioca con riferimenti all’arte contemporanea, con elementi sospesi e in movimento che di volta in volta si concretizzano in tavolo, letto o in altri elementi strettamente necessari allo sviluppo della storia, con una dimensione che è allo stesso tempo quotidiana e simbolica
La Commedia dell’Amore
JACK e JILL
di Jane Martin
traduzione Filippo Taricco
regia Beppe Rosso
con Sara Bertelàe Jurij Ferrini
servi di scena Marta Massanoe Francesco Mina
scenografia Paolo Baroni
luci Cristian Zucaro
costumi Monica Di Pasqua
musiche Fabio Viana
produzione Fondazione Teatro Stabile di Torino - ACTI Teatri Indipendenti - Asti Teatro 30 - Residenza Multidisciplinare di Rivoli
Dopo il successo riportato con l'allestimento di Keely and Du di Jane Martin, Beppe Rosso mette in scena un'altra pièce della drammaturga americana: La Commedia dell'Amore- JACK e JILL. L'allestimento fa parte di una trilogia dedicata a Jane Martin: una profonda riflessione sui nodi cruciali della società contemporanea, visti attraverso nuove forme di scrittura drammatica.
La Commedia dell'Amore- JACK e JILL, scritto nel 1998, alcuni prosegue l'indagine sui paradossi e le ombre del mondo occidentale: se il tema di Keely ed Du era la nascita e i diritti della donna, questa volta Jane Martin affronta di petto, in maniera brutale e comica, tipica della commedia, il tema dell'amore e del rapporto di coppia nel mondo contemporaneo.
Due interpreti d’eccezione: Jurij Ferrini e Sara Bertelà, in un continuo e veloce palleggio di battute e situazioni, interpretano Jack e Jill (i nomi dei due protagonisti, nell'inglese parlato contemporaneo indicano genericamente la coppia, e derivano da un'antica filastrocca inglese, già nota a Shakespeare che la cita nel “Sogno di una notte di mezza estate”). Due quarantenni che cercano di vivere una relazione di coppia nel tentativo di afferrare fantasma dell'amore che perseguita il mondo contemporaneo, quell’amore divenuto un’oasi nel deserto degli ideali, desiderio di tutti e il più delle volte miraggio impossibile da raggiungere o conservare.
Nel testo ciò che mette in crisi la coppia non è un triangolo come nel teatro ottocentesco e pur mantenendo il carattere di commedia comica, non ci sono amanti o pretendenti, nessuna minaccia dall’esterno, nessun impedimento, eppure, tra Jack e Jill, c’è una paradossale irresolutezza alle prese con i ruoli di uomo donna non più definibili, instabili, ambivalenti. Gli interpreti sono esasperati, quasi furiosi nel loro tentativo di felicità: si analizzano e cercano inutilmente di sviscerare i problemi, tra slanci romantici e momenti di egoismo, divisi tra il bisogno di sicurezza e le ambizioni di carriera e libertà.
La via di fuga da questo circolo chiuso è data da momentanee rotture della quarta parete: i due protagonisti interpellano direttamente il pubblico, attraverso brevi monologhi, si confessano, coinvolgendo il pubblico direttamente sulle assurdità che attraversano la condizione della coppia attualmente.
La pièce assume toni grotteschi, paradossali e decisamente graffianti, dato che tutti in qualche modo viviamo o abbiamo vissuto analoghi momenti di vuoto e di tragedia che visti a distanza risultano comici, se non addirittura ridicoli.
Una scrittura che per certi versi richiama il fraseggio e le situazioni di Woody Allen: i tagli, la brevità delle battute, le scene che entrano una nell’altra senza soluzione di continuità: la storia d’amore si snoda fino al divorzio sotto gli occhi dello spettatore, con una velocità da videoclip, seguendo un montaggio dove ogni buio indica anche un cambio di stato emotivo.
La scenografia essenziale riporta e richiama visioni mutuate dall’arte visiva contemporanea, con elementi sospesi e in movimento che di volta in volta si concretizzano in tavolo, letto o altri elementi strettamente necessari allo sviluppo della piece, creando un impianto estetico forte suggestione.
| Allegato | Dimensione |
|---|---|
| La Stampa Osvaldo Guerrieri 16-04-09.pdf | 270.02 KB |
| Stefano Bigazzi Genova marzo 2010.pdf | 2.93 MB |
| IL SECOLO XIX Silvana Zanovello 13-3-10.doc | 218.5 KB |
| recensione teatroteatro.it Roberto Canavesi.doc | 44 KB |
SCHEDA TECNICA
LA COMMEDIA DELL'AMORE - JACK e JILL
Lo Spazio
Salvo diversi accordi, lo spazio richiesto è di 10mt. di larghezza e di 10mt. di profondità.
E’ indispensabile la graticcia con altezza minima di 7mt.
Trasporto della scena
La scena, i costumi e tutto il materiale tecnico sono trasportati su un furgone della compagnia di 4mt di cassone.
Scarico e carico
Il tempo necessario per lo scarico ed il carico è di 1 ora. Si prega di comunicare se l’accesso al palcoscenico è inferiore a 1,20mt di larghezza e a 2,20mt di altezza.
Montaggio e Smontaggio
Per il montaggio della scena è indispensabile che la sala teatrale sia disponibile dalla mattina del giorno precedente lo spettacolo e che il palco e la graticcia siano completamente sgombri ad eccezione di una quadratura nera alla “tedesca” (vedi richiesta di materiali tecnici).
Nel pomeriggio del giorno dello spettacolo è prevista una prova.
Lo smontaggio e il carico richiedono circa 3 ore.
Regia
Tavolo per la regia luci e audio di 2 mt sistemato sul fondo sala.
Personale della Compagnia
n° 2 attori
n° 3 tecnici
Sono necessari 2 camerini.
Personale Richiesto dalla Compagnia
n° 1 elettricista solo per il montaggio e lo smontaggio.
n° 1 macchinista solo per il montaggio e lo smontaggio.
n° 2/4 facchini per il carico e lo scarico a seconda delle condizioni di scarico
Durata dello Spettacolo
90 minuti senza intervallo.
Richiesta di Materiali Tecnici
Scena
n° 1 fondale nero
n° 2 quinte nere alla “tedesca”
n° 2 soffitti neri
n.b.:-le misure dei suddetti materiali sono in relazione alle dimensioni del palcoscenico.
-il fondale e le quinte devono già essere montati all’arrivo della compagnia
Audio
Allacciamento monofase 220v + T 32°
Luci
n° 4 americane di cui 1 in sala.
Il controllo delle luci avverrà con una consolle della compagnia con segnale DMX.
Carico elettrico e allacciamento
Il carico massimo previsto è di 60kw.
Luci: 125A 3P+N+T
Audio: 32A 1P+N+T
E’ importante che le prese audio e luci siano separate e provengano da cabine diverse.
Segnalazione di pericolo ai Vigili del Fuoco
Non sarà necessaria alcuna comunicazione in quanto non vi è utilizzo di fiamme o di altri elementi che costituiscono pericolo.
Richieste Generiche al Teatro Ospitante
-Il Teatro dovrà fornire alla compagnia le piante e le sezioni del palco e della platea e tutte le informazioni tecniche sulla dotazione del teatro.
-Il pubblico può accedere alla sala previa consultazione con il responsabile della compagnia.
-Chiediamo cortesemente che venga indicato alla compagnia un parcheggio custodito e comunque sicuro per i mezzi di trasporto delle scene.
-La compagnia dovrà essere informata su eventuali difficoltà e restrizioni di viabilità e posteggio in prossimità del teatro.
-Tutte le variazioni concernenti la presente scheda tecnica dovranno essere preventivamente verificate e approvate dal responsabile della compagnia che si rende totalmente disponibile a discuterle con un responsabile tecnico del teatro ospitante al fine di meglio adattare le esigenze dello spettacolo allo spazio disponibile.